Tina Anselmi

Tina Anselmi nasce il 25 Marzo 1927 nella città di Castelfranco Veneto nel nord d’Italia (più o meno a 40 km da Padova).

Tina a 17 anni, durante la seconda guerra mondiale, sceglie di diventare staffetta partigiana. Nella Resistenza Italiana le staffette partigiane avevano principalmente il compito di portare informazioni o materiali tra un luogo e l’altro dove i compagni erano impegnati nella Resistenza al Nazifascismo.

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Tina sceglie di diventare staffetta partigiana dopo aver scoperto personalmente cosa fosse il fascismo e la dittatura. Dice: “Quando ho incontrato la morte disumana, ho capito che non potevo rimanere indifferente, amavo la Vita”.

Da allora decide di impegnarsi per la società ed il suo Paese. Si laurea in Lettere e diventa insegnante alla scuola elementare. Nello stesso periodo inizia ad impegnarsi nell’attività sindacale, soprattutto dell’ambito tessile e poi della scuola.

Nel 1968 viene eletta deputata nel Parlamento Italiano e il 29 luglio 1976, viene nominata Ministra del lavoro e della previdenza sociale. La sua nomina è storica perché è il primo ministro Donna della Repubblica Italiana.

Sia negli anni da deputata, che da ministra, lavora molto perché venga cambiato il diritto di famiglia e per mettere fine alla sudditanza della donna. Dichiarava spesso che è importante “Convincere la donna a voler essere protagonista, a partecipare alla stessa risoluzione dei suoi problemi”.

Viene nominata anche Ministra della sanità e partecipa all’elaborazione della riforma che introduce il Servizio Sanitario Nazionale, il 23 dicembre 1978. Da quel momento il sistema assistenziale-sanitario diviene un sistema pubblico di carattere universalistico, quindi disegnato per garantire l’assistenza sanitaria a tutti gli individui.

Tina Anselmi, Ministra della salute in quel periodo, parlava della salute come di prevenzione, come la possibilità di prevenire di ammalarsi. In quegli anni manifesta il suo disaccordo verso gli interessi farmaceutici che pressano il mondo della sanità.

Nel 1982, essendo riconosciuta come donna indipendente, autonoma e difficilmente controllabile, viene nominata Presidente della commissione sulla loggia della P2: un movimento di origine massonica che controlla la politica e i servizi segreti italiani. Questa commissione pubblicò moltissimi nomi di politici, capi dell’esercito e dei servizi segreti che hanno favorito l’instaurarsi di un sistema corrotto, di un sistema politico sommerso con logiche mafiose.

Tina Anselmi è stata un personaggio politico importante per l’Italia e per l’emancipazione e l’impegno delle donne Italiane. Parlando di donne in politica diceva: “Quando le donne si sono impegnate nelle battaglie, le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è per me politica d’inclusione, di rispetto delle diversità, di pace”.

Tina Anselmi muore il 1 novembre 2016 nella città di Castelfranco Veneto e viene ricordata come una “normale donna straordinaria”.

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