Veronica Franco

Cortigiana e PVeronica Francooetessa
Veronica Franco nasce a Venezia nel 1546, nell'epoca in cui la Repubblica della Serenissima era conosciuta come il luogo dei piaceri. La madre di Veronica era lei stessa una cortigiana e probabilmente avvia la figlia alla stessa professione.
I documenti storici raccontano che nel 1509 a Venezia c'erano 11.654 prostitute su una popolazione di circa 150.000 persone; il 10% circa della popolazione. Si distinguevano tra meretrici, dedite esclusivamente alla prostituzione, e cortigiane oneste, dedite sempre alla prostituzione ma spesso anche elevate socialmente e culturalmente.
La storia di Veronica è esemplare in questo senso.
Veronica partecipa fin da piccola alle lezioni private dedicate ai fratelli maschi in un'epoca in cui solo il 10-12% delle donne sapeva leggere e scrivere. Raggiunge un ottimo livello culturale e quindi anche nel suo essere cortigiana ha una clientela selezionata (nobili, prelati, intellettuali ed artisti). Viene data in sposa quasi adolescente ad un medico ma si separa da lui già a 18 anni dopo aver partorito il suo primo figlio. Era molto legata all'aristocrazia intellettuale veneziana, tanto che nel 1574 venne scelta per passare una notte con Enrico di Valois, che divenne Re Enrico III di Francia. Questo la rese famosa in Città.
Frequentava i circoli letterali e veniva riconosciuta come un'ottima compositrice di versi poetici e attenta curatrice di pubblicazioni.
Come tutte le meretrici e le cortigiane venne però accusata e discriminata.
Famosa è l’accusa fatta a Veronica da un poeta veneziano. La donna, con molta originalità, lo sfidò prima a un duello di armi e poi ad una gara di versi ma lui non accettò.
Veronica Franco propose al Consiglio cittadino di costruire un Ospizio per le ex-prostitute, utilizzando i patrimoni delle cortigiane più ricche che erano morte senza fare testamento, soprattutto durante la Peste del 1575. In quell'epoca solitamente le donne prima di partorire facevano testamento perchè non sapevano se sarebbero sopravvissute al parto. Anche Veronica fece due volte testamento prima di partorire e tutte e due le volte dichiarò di voler lasciare il suo denaro, qualora non avesse avuto eredi, a due meretrici, per permetter loro di lasciare la “cattiva” vita e sposarsi o entrare in monastero. Il suo progetto di costruire l'ospizio purtroppo non si realizzò. Vennero creati invece degli ospizi in cui rinchiudere e castigare le prostitute.
L'accusa più importante che venne fatta a Veronica Franco fu quella di praticare la stregoneria e dovette presentarsi di fronte al Tribunale dell'Inquisizione nel 1580. Veronica riuscì a difendersi da sola e fu assolta ma perse in realtà tutta la sua ricchezza.
A Veronica Franco venne riconosciuto, soprattutto dopo la sua morte, di essere stata un'ottima poetessa e di aver avuto delle intuizioni molto moderne: per esempio rivendicava la dignità di qualsiasi persona, perfino di chi vende il proprio corpo.
Diceva: “La vergogna è nell'alterigia di chi compra”.
Veronica Franco muore a Venezia il 22 luglio 1591.
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