Gabriele Falloppio

Botanico, anatomista, chirurgo e naturalista

Gabriele Falloppio nasce a Modena nel 1523 circa.

Rimane orfano di padre da bambino. Fin da subito ama studiare e si forma inizialmente nelle discipline umanistiche. Segue le lezioni che vengono tenute pubblicamente e liberamente nella sua città. L’attività di questo gruppo di studio e trasmissione dei saperi, chiamato “Accademia”, viene però soppresso perché tocca tematiche delicate e scomode per la Chiesa cattolica di quel periodo storico.

Gabriele Falloppio prosegue lo studio della medicina, della farmacia, dell’anatomia da autodidatta. La sua tecnica nella dissezione è così avanzata – e riconosciuta come tale – che il

Gabriele Falloppio

collegio dei medici di Modena gli chiede di eseguire l’anatomia di un giustiziato per istruire i giovani studenti.

La lezione è magistrale, anche grazie alla nuova tecnica di bollitura delle ossa e di ricostruzione dello scheletro attraverso fili di rame, che lui stesso introduce.

Inizia ad esercitare come medico ma ha anche molti insuccessi e decide così di iscriversi all’Università di Padova. Nonostante non sia ancora laureato gli viene affidato l’incarico di insegnare nell’anno accademico 1547-48, tenendo le lezioni su Dioscoride (e quindi sull’erbario fondamentale per la storia della medicina). In via ufficiosa continua a dare dimostrazioni di anatomia.

Viene chiamato ad insegnare anatomia a Pisa, dove sperimenta anche l’efficacia dell’oppio. Nelle campagne pisane continua a dedicarsi anche alla ricerca di piante ed erbe seguendo il Dioscoride.

Nel 1551 lo chiamano a Padova e gli assegnano la cattedra di chirurgia. Fin da subito è molto amato dai suoi studenti.

In questo periodo svolge molti approfondimenti sia sulle tematiche medico-naturalistiche che sulla comprensione della struttura del corpo umano che gli permette la pratica anatomica. A partire dal 1557, Gabriele Falloppio inizia ad organizzare la stesura delle sue Observationes anatomicae.

Nella sua attività e nel suo studio fa diverse importanti scoperte. Scopre il muscolo elevatore della palpebra superiore dell’occhio, descrive perfettamente l'organo dell'udito, individua i nervi degli occhi, ma soprattutto viene ricordato per la sua esemplare descrizione degli organi riproduttivi femminili e per la scoperta di quei dotti seminali a cui dà il nome specifico di "tube uterine". Le chiama così per la loro conformazione in quanto sembrano assomigliare a delle trombe di guerra. Proprio per questo vengono chiamate anche “trombe di Falloppio”.

Gabriele Falloppio muore, di polmonite, a Padova il 9 ottobre 1562. Le sue lezioni accademiche vengono raccolte dopo la sua morte dai suoi studenti. L’Opera omnia viene stampata per la prima a Francoforte e a Venezia nel 1584.

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