La Peste nella Repubblica di Venezia e l’invenzione del Lazzaretto

Nuovo documento 2017 06 07

Nell’Europa del 1300 si diffonde un’epidemia terribile: la peste. Fra il 1348 e il 1351, su 100 milioni di abitanti, ne muore circa il 30 per cento. Proprio per la sua capacità di diffondersi con una rapidità fulminante e di portare alla morte in pochi giorni, questa epidemia viene chiamata “peste” da “peius” per indicarla come “la peggiore malattia”.

Nella Venezia di quell’epoca la peste rappresenta una vera e propria emergenza. Le relazioni sociali sono stravolte dal terrore del contagio, il che comporta la disgregazione di ogni regola civile e un rischio, oltre che per le vite umane, anche per l’organizzazione economica, sociale e per il futuro dello stato. Le uniche soluzioni per arginare la peste sono la fuga e l’isolamento e per una città come Venezia, che vive di scambi commerciali, questo significa paralisi e squilibrio. Venezia deve continuare ad intrattenere costanti rapporti commerciali con l’Oriente e contemporaneamente adottare delle misure in difesa della salute pubblica. Nel 1423 si raggiungono i 40 morti al giorno per peste, proprio a causa dei forestieri che provengono dai territori contagiati.

Il 28 agosto 1423 il Senato della Repubblica decide di fondare un ospedale speciale permanente dedicato all’epidemia; quanti trasgrediscono all’ordine di ricovero incorrono in pene detentive e pecuniarie. L’ospedale ad alto isolamento viene costruito nell’isola di Santa Maria di Nazareth. I veneziani iniziano a chiamarlo Nazaretum e forse per la somiglianza della parola con Lazzaro, personaggio evangelico appestato, in Lazzaretto. Essendo l’ospedale collocato in un’isola ciò garantisce l’efficacia dell’isolamento.

Nel 1456 viene creato un nuovo Lazzaretto, in un’altra isola, per le persone che, sopravvissute alla peste, devono trascorrere un periodo di contumacia dove purificarsi per almeno 40 giorni prima di rientrare in città e dove devono rimanere i mercanti e i passeggeri che girano il Mediterraneo e che approdano nel porto veneziano. Anche le merci vengono controllate ed espurgate nel nuovo Lazzaretto. Inizia inoltre ad esserci bisogno di una vera e propria strategia sanitaria di prevenzione permanente e di un coordinamento tra i Lazzaretti ed è così che nel 1489 viene creato il Magistrato alla Sanità con funzioni di controllo e coordinamento. Ogni nuova nave che arrivava in città viene controllata e ogni persona contagiata viene isolata.

Nel 1630 Venezia vive l’ultima epidemia di peste. Grazie alla sua organizzazione, in questa epidemia muore circa il 32 % della popolazione mentre nello stesso anno a Milano ne muore il 46 %. L’efficacia della sua organizzazione è possibile anche dal monitoraggio continuo dei focolai epidemici nei porti e nelle nazioni straniere oltre che dalla rilevazione dei casi di peste riscontrati nelle navi arrivate in città.

Il modello veneziano di controllo e prevenzione viene gradualmente esportato in altri paesi come esemplare. Il Magistrato alla Sanità continua fino al 1700 a diffondere informazioni in tutto il Mediterraneo su eventuali focolai epidemici. Una più diffusa prevenzione significava maggiore sicurezza negli scambi commerciali e quindi grande affidabilità dei veneziani come importatori di merci.

Novedades

Esta semana...

2019-12-08 Impresiones Hoy

2019-12-06 Danzas de Vida

2019-12-05 Comer Salud

2019-12-05 Qi Gong_Rectificación Rectificar

Ver más programas

PRÓXIMOS PROGRAMAS

VOCEROS DE EUSKAL HERRIA
09-12-2019 17:00
COMUNICACIONES TIAN
09-12-2019 18:00
NEIJING TODAY
10-12-2019 17:00

TWITTER J.L.P.