Antonio Pacinotti

Fisico, astronomo e senatore

Antonio Pacinotti nasce a Pisa, in Toscana, nel 1841. Il padre è professore della prima cattedra in Italia di fisica tecnologica e meccanica sperimentale. Antonio a 15 anni, inizia a studiare fisica e matematica all'università. Si laurea in matematiche applicate nel 1861 e nel 1862, dopo aver fatto l’assistente per un anno al padre, viene nominato astronomo a Firenze.

Pacinotti 2Ancora prima di laurearsi, svolge alcune ricerche per trovare una risoluzione a dei problemi relativi alla misurazione di correnti elettriche. Mentre svolge queste ricerche inventa e costruisce l’invenzione che lo rende famoso. Nel suo quaderno di appunti, denominato “Sogni”, il 10 gennaio 1859 descrive un apparato sperimentale che realizza la prima dinamo-motore a corrente continua. Fin dal 1832 esistevano le dinamo ma producevano tutte una corrente alternata e con un basso rendimento. La necessità di quel periodo era invece ottenere a basso costo una corrente continua per impieghi industriali. Nel 1860 Antonio Pacinotti costruisce e sperimenta la prima macchina (poi chiamata “macchinetta di Pacinotti”) in grado di trasformare l'energia meccanica, ad esempio prodotta da una turbina, in energia elettrica continua e viceversa. Antonio, sperando di trovare finanziamenti per realizzare questo modello in più grandi dimensioni, decide di non rendere pubblica la scoperta. Non riceve attenzione né dall’ambiente industriale né da quello universitario e così nel 1865, decide finalmente di pubblicare un articolo in cui descrive la sua scoperta.

Contemporaneamente si occupa di astronomia, della costruzione di strumenti ottici di precisione dedicati all’astronomia, dell’interazione fra calore solare e correnti elettriche e delle possibili applicazioni tecniche in campo agrario, soprattutto per i sistemi di vinificazione. Insegna chimica e fisica nelle università di Bologna, Cagliari e Pisa. Nell’estate del 1865 viene incaricato di compiere un viaggio in Europa per visitare i servizi meteorologici attivi nelle principali città, con l’obiettivo di acquisire le conoscenze e la strumentazione necessaria per impiantare un servizio meteorologico anche in Italia. Nella speranza che il viaggio possa costituire l’occasione di trovare finanziatori per la costruzione in dimensioni più grandi della sua “macchinetta”, porta con sé cinquanta copie dell’articolo che la descrive, per distribuirle lungo il viaggio attraversando la Francia, il Belgio, l’Inghilterra, la Svizzera.

Nel 1871 legge nella rivista delle Scienze di Parigi che Jules-Célestin Jamin ha presentato una memoria di Zenobio Gramme riguardo a una macchina dinamo-elettrica a corrente continua da lui ideata e realizzata. In questo articolo Pacinotti riconosce la sua ‘macchinetta’, si ricorda del suo incontro a Parigi con Gramme nelle officine Froment nell’estate del 1865 e si rende conto di aver sbagliato a lasciare in giro la sua memoria e averne dato approfondite spiegazioni orali.

Scrive dunque all’Accademia delle Scienze e a Jamin, ricordando la storia della ‘macchinetta’ e gli viene riconosciuta la paternità dell’invenzione. Nel 1881 viene riconosciuto definitivamente come ideatore della prima dinamo-motore a corrente continua, anche con il riconoscimento ufficiale dal presidente della Repubblica francese. Da quel momento riceve moltissime onorificenze e nomine accademiche e sociali; il 3 dicembre 1905 viene nominato senatore del Regno d’Italia.

Molto probabilmente se non ci fosse stata l’‘usurpazione’ da parte di Gramme dell’invenzione della dinamo-motore a corrente continua, il nome di Pacinotti non sarebbe passato alla storia.

Antonio Pacinotti muore a Pisa il 25 marzo 1912.

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