Domenico Guglielmini

Matematico, idraulico, chimico e medico

Domenico Guglielmini nasce a Bologna il 27 settembre 1655.

Parallelamente alla frequenza dell’Università, com’era tipico in quell’epoca, frequenta lezioni private presso l’Accademia della Traccia o dei filosofi, una vera e propria scuola dove apprendere nuovi metodi di studio e nuove materie rispetto a quelle dell’insegnamento ufficiale. Presso l’Accademia approfondisce in particolare la matematica, le scienze fisiche e l’osservazione astronomica. Contemporaneamente studia la biologia, l’anatomia e le tecniche d’uso del microscopio.

guglielmini domenicoNegli anni 1680-81 si dedica allo studio della natura delle comete e si mostra seguace della cosmogonia Cartesiana. Dopo il 1684 passa a occuparsi di chimica e in particolare realizza delle ricerche con il microscopio sui sali e sui cristalli.

Una delle materie che lo interessa maggiormente e dove riceverà maggiori riconoscimenti è la scienza delle acque, l’idraulica. L'11 luglio 1686 il Senato di Bologna lo nomina sovrintendente alle acque nel Bolognese. Nel 1690 è nominato professore di matematica all’università di Bologna e nello stesso anno pubblica il suo primo trattato Aquarum fluentium mensura, che lo fa conoscere in Europa.

Nel 1694 a Bologna viene creata, per lui, la nuova cattedra di Idrometria; la prima in Europa: l'evento segna il riconoscimento dello statuto di scienza a una disciplina che precedentemente era stata considerata parte dello studio delle "matematiche miste". Guglielmini in quel periodo viene chiamato a curare importanti lavori d’idraulica per varie città del nord Italia.

Il culmine come scienziato idraulico lo raggiunge nel 1697, con la pubblicazione del suo trattato più importante Della natura dei fiumi, che è considerato il fondamento dell’idraulica fluviale moderna. Nei suoi studi Guglielmini si propone di fare chiarezza rispetto le regole osservate "dalla natura medesima nella condotta de' fiumi". Oltre a stabilire i principî dello scorrimento delle acque, nel trattato Della natura dei fiumi, Guglielmini riferisce i dati dell'osservazione empirica relativi ai fiumi, ne descrive i cambiamenti del corso, le cause degli straripamenti, la necessità e opportunità di costruire dighe o leve per contenere le acque o per sopperire alla debolezza degli argini.

la Repubblica di Venezia il 16 novembre 1698 gli assegna la cattedra di matematica a Padova e nel 1702 ottiene anche la cattedra di medicina teorica sempre a Padova. Nello stesso periodo collabora, su commissione della Repubblica, in opere d’ingegneria di rilevante interesse pubblico.

Secondo Guglielmini lo studio del "corpo idraulico" e quello del "corpo umano" devono avvalersi di metodi simili e nessuna delle scienze fisiche, tra cui la medicina, può essere affrontata prescindendo dalla meccanica, dalla geometria e dall'aritmetica. Sviluppa un vastissimo programma di ricerca, che va dal moto dell’acqua nei fiumi a quello dei fluidi nei vasi sanguigni.

Il fisico di Guglielmini è provato dall’eccesso di lavoro e verso la fine del 1709 è obbligato a sospendere le lezioni, pur non smettendo mai di studiare. Dopo otto mesi di sofferenze muore a Padova il 12 luglio 1710.

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