Tullio Levi-Civita

Matematico

Tullio Levi-Civita nasce a Padova il 29 marzo 1873 da Bice Lattis e da Giacomo Levi-Civita, avvocato e sindaco di Padova dal 1904 al 1910. Tullio è uno dei maggiori matematici dell’inizio del Novecento: quando un giornalista ha chiesto ad Albert Einstein cosa gli piacesse dell’Italia, lo scienziato ha risposto «Spaghetti and Tullio Levi-Civita».

Tullio si laurea in matematica presso l’università di Padova nel 1894 e diviene professore di meccanica della stessa università nel 1897, a soli 24 anni. Nelle sue prime produzioni scientifiche ottiene importanti risultati nel campo della teoria degli infinitesimi

tullio levi civitaNei primi anni del Novecento, invece, dedica le sue maggiori energie al calcolo differenziale assoluto – oggi chiamato calcolo tensoriale – che era stato proposto da pochi anni da Gregorio Ricci-Cubastro, suo maestro. Il calcolo tensoriale consente di presentare le equazioni fisiche in forma indipendente dalla scelta del sistema di coordinate. L’apporto di Levi-Civita fu essenziale per applicare questo metodo alla fisica matematica. Dal calcolo tensoriale, inoltre, scaturisce un altro contributo importante di Levi-Civita al pensiero matematico di inizio Novecento: l’idea di “trasporto parallelo”, nozione fondamentale per elaborare la teoria della relatività.

È inevitabile, quindi, che il calcolo differenziale assoluto metta in contatto Tullio Levi-Civita con Albert Einstein.

Nel 1915 lo scienziato tedesco adotta tale metodo per la formulazione delle equazioni del campo gravitazionale. Levi-Civita, interessato alla teoria, instaura un’intensa corrispondenza tra Padova e Berlino. «Una corrispondenza così interessante non mi era ancora capitata» confessa Einstein al matematico italiano. «Dovrebbe vedere con quale ansia aspetto sempre le sue lettere». Levi-Civita, infatti, in uno dei primi messaggi, informa Einstein di aver rilevato un errore nella sua dimostrazione di un teorema fondamentale per la teoria della relatività generale. Einstein riconosce l’incompletezza della sua prova e, stimolato dalle osservazioni del matematico italiano, cerca di correggerne la struttura. Alla fine Levi-Civita diventa il principale portavoce della teoria einsteiniana in Italia.

Nel 1919 si sposta da Padova all’università di Roma, dove continua ad insegnare fino al 1938, quando, a causa delle leggi razziali, è rimosso dall’insegnamento ed estromesso dalle accademie scientifiche nazionali. Probabilmente proprio a causa della fine della vita accademica, la salute di Tullio Levi-Civita ha un crollo che lo porta alla morte di crepacuore nel 1941.

 


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