Leopoldo Fregoli

Trasformista, attore, regista e sceneggiatore

Leopoldo Fregoli nasce a Roma il 2 luglio 1867. A quindici anni debutta in una compagnia di teatro e contemporaneamente lavora presso un orologiaio, poi come cameriere e operaio meccanico. Leopoldo ha una bella voce e talento come prestigiatore, tanto che nell’attività teatrale inizia a realizzare giochi di prestigio e d’illusionismo. Già in questo periodo inizia a dimostrare le sue doti di trasformista. 

image originalNel 1887 inizia il servizio militare e nel 1889 viene mandato in missione in Africa, dove viene incaricato di tenere alcuni spettacoli per l’esercito. Essendoci poche risorse acquisisce una notevole esperienza nel sostenere da solo tutto, interpretando molte parti durante lo stesso spettacolo. Il trasformismo scenico gli consente di cambiare in pochi secondi la caratterizzazione del personaggio che va a interpretare.

Nel 1890 torna a Roma ed è già capace di ricoprire un gran numero di ruoli, di parlare e cantare con cinque voci diverse, di scrivere da sé i copioni interpretabili da un solo attore. Interpreta molte opere con le quali inizia a girare l’Italia. Porta la sua arte in Spagna e poi in Sudamerica e Nordamerica, dove arriva ad interpretare ad esempio Eldorado, un azione-comico-mimico-lirico-drammatico-musicale con circa 60 trasformazioni.

Nel 1895 è a Lione e incontra Louis Lumière. Leopoldo Fregoli è entusiasta della nuova tecnica espressiva e chiede ai fratelli Lumière il permesso di proiettare le loro pellicole al termine dei suoi spettacoli. I due fratelli gli donano un apparecchio di proiezione e il diritto di esclusiva di un notevole gruppo di brevissimi film.

Dal 1896 al 1898 appare sulle scene dei principali teatri americani ed europei.

Dopo circa 10.000 spettacoli in ogni parte del mondo, decide di abbandonare le scene, quando ha ancora una popolarità vastissima.

Anche oggi con la parola “fregolismo” si fa riferimento al velocissimo camaleontismo scenico inventato dall’artista, ma viene utilizzato per indicare anche il trasformismo politico. In riferimento a lui è stato coniato anche il termine “sindrome di Fregoli”, relativo a una malattia psichiatrica caratterizzata dal delirio di persecuzione da parte di un individuo che, ogni volta, appare con una fisionomia diversa.

Oltre ad essere un’incredibile trasformista, Fregoli fu un comico irresistibile, ma anche un mimo perfetto, un imitatore efficace, un macchiettista divertentissimo, un cantante dall'estensione vocale non comune. La tecnica trasformistica di Leopoldo Fregoli dipendeva dalla perfetta organizzazione dei suoi cinque-sei collaboratori, che l'aiutavano fuori scena nel cambiamento di trucco, di costume e di maschera. Quando viaggiava Fregoli portava con sé un corredo pesante circa 30 tonnellate che comprendeva, tra l'altro, non meno di 800 costumi e 1.200 parrucche.

Leopoldo Fregoli muore a Viareggio il 26 novembre 1936 e l’epitaffio che fece scrivere sulla sua tomba recita: "Qui Leopoldo Fregoli compì l'ultima sua trasformazione".

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