Lucia Servadio

Medico

Lucia Servadio nasce ad Ancona il 17 luglio 1900 in una famiglia di origini ebraiche. Si iscrive alla Facoltà di medicina dell’Università di Roma, dove si laurea in Medicina, Chirurgia ed Ostetricia nel luglio del 1922. L’anno successivo si sposa con il medico Nino Vittorio Bedarida con il quale avrà tre figlie. Dopo la specializzazione in radiologia, comincia a lavorare con il marito presso l’Ospedale di Torino e poi a quello di Vasto in Abruzzo. A seguito della promulgazione delle leggi razziali, il marito deve lasciare il suo posto in Ospedale e l’incarico di libero docente in Patologia chirurgica e in Clinica chirurgica e medicina operatoria all'Università di Bologna.

Lucia ServadioNel 1940 tutta la famiglia abbandona l’Italia per trasferirsi a Tangeri in Marocco. La vita in Marocco si rivela ricca di soddisfazioni professionali per entrambi. In particolare Lucia, in quanto unica donna medico, diventa un punto di riferimento per le donne della zona. Lucia raccoglie grandi soddisfazioni e riconoscimenti professionali.

Alla fine della seconda guerra mondiale invia le due figlie più grandi a studiare negli Stati Uniti. Lei attraversa l'Oceano più volte, ma non abbandona mai, fino a quando ne avrà le forze, le sue donne musulmane che voglio essere assistite solo da "Mama Rida", per anni unico medico donna, ebrea, in un paese islamico.

Inizia a collaborare con diverse istituzioni, tra cui il Ministero della sanità marocchino e il consolato italiano a Tangeri, e nel 1957 lavora con l’associazione ebraica «Oeuvre de secours aux enfants», che si occupava dell’assistenza medica degli ebrei perseguitati in Europa. Nel 1965 muore il marito e Lucia, rimasta sola, decide di rimanere a Tangeri e proseguire la sua opera.

Collabora con la rivista femminile americana «Journal of american women’s association» e con il giornale spagnolo «Diario España», pubblicato a Tangeri. Si dedica inoltre allo studio della cultura e della storia della medicina araba, e delle sue influenze sul pensiero scientifico occidentale, su cui scrive nel 1967 il libro “L’antica medicina araba e la sua influenza sul pensiero medico moderno”.

Viene nominata negli anni Sessanta referente per il Marocco dall’Organizzazione mondiale della sanità e dalle Nazioni Unite. Lucia viaggia molto, conosce cinque lingue.

All’età di 80 anni raggiunge le figlie che vivono con le loro famiglie negli Stati Uniti.

Medico donna ebreo in un paese musulmano, la sua missione era quella di ‘garantire la vita’ aiutando chiunque ne avesse bisogno e superando ogni barriera culturale, territoriale, religiosa. Una donna aperta agli altri. Rispetto a sé stessa diceva: “posso affermare di non aver mai considerato la medicina come un mestiere per fare denaro e diventare ricca, ma come uno studio continuo per perfezionare la mia conoscenza e aumentare la mia capacità di curare chi, in cerca di aiuto, a me ricorreva”.

Lucia Servadio muore nella sua casa di Cornwall on Hudson nell’aprile 2006 a centocinque anni.

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